Terrecotte Sabine in Torri in Sabina

L’emozione che si prova nel sentire l’odore inconfondibile di un laboratorio di ceramica, nel toccare un oggetto fatto a mano, nel modellare qualcosa o aprire un forno è semplicemente unica.

Le terrecotte Sabine rappresentano a pieno titolo una particolarità del territorio, situato a pochi passi da Roma. Le terrecotte sono una ricchezza economica che si trasforma in un lavoro eseguito con l’argilla, diventando una professionalità unica nell’artigianato. L’emozione che si vive nel sentire l’odore inconfondibile di un laboratorio di ceramica, nel toccare un oggetto fatto a mano, nel modellare qualcosa o aprire un forno è semplicemente da condividere. Le terrecotte della Sabina sono conosciute per la loro bellezza e il particolare lavoro che caratterizza questo prodotto. Quando passeggiamo a Torri in Sabina, uno dei borghi del Lazio più belli, non possiamo perdere l’occasione di conoscere le terrecotte perché sono il simbolo dell’artigianato di un tempo. Conviene ricordare che la lavorazione a mano è una particolarità da tramandare alle nuove generazioni, per evitare di perdere un patrimonio creativo squisitamente italiano. Conosciamo nello specifico il famoso borgo Torri in Sabina, nella provincia di Rieti, dove le terrecotte diventano la bandiera economica del paese, baluardo di un artigianato da conoscere.  

Le ceramiche artistiche

Gli oggetti sono modellati interamente a mano. La decorazione è realizzata su smalti (maiolica) o sotto-vernice, a pennello, pastello, aerografo, pompetta o a spugna, con cottura a gran fuoco, a piccolo fuoco o raku. Questa tipologia di lavorazione esalta l’artigianato, riscopre la potenzialità del lavoro realizzato a mano, coinvolge gli artigiani nell’economia per riscoprire sia l’importanza della lavorazione, sia il valore aggiunto che conferisce un oggetto prodotto in un laboratorio. 

Torri in Sabina

L’impronta medioevale rende Torri in Sabina un susseguirsi di architetture religiose, militari e di importanti siti archeologici. Una visita consente di ammirare uno dei più interessanti siti archeologici presenti in questo territorio, ovvero quello del Forum Novum, che ricorda come, in epoca augustea, questo territorio fosse al massimo del suo splendore. Non mancano le attrattive artistiche e storiche come pure i vari monumenti presenti, accompagnando la visita e, nel contempo, sono una splendida cornice al folclore che si può vivere in questo ameno borgo, costellato da tradizionali sagre, eventi e varie manifestazioni di grande valore. 

I maestri di terrecotte

Eleonora Colletti nasce a Torri in Sabina nel 1961. Laureata in matematica nell’anno accademico 1983-1984 alla Sapienza di Roma. dal 1971 al 1986 frequenta la scuola di ceramica del maestro Alvaro Ciancamerla. Nel 1980 apre a Torri in Sabina un laboratorio di ceramica incoraggiata dal proprio maestro. Nel 1989 inizia una esperienza di insegnamento della ceramica a Poggio Mirteto che, ancora oggi, continua presso il laboratorio in Torri in Sabina. Organizza scambi internazionali con ceramisti di tutto il mondo. Alvaro Ciancamerla nasce a Cagli (PS) il 2 settembre 1895. A 11 anni inizia la sua attività di ceramista come ragazzo di bottega presso un laboratorio artigianale. Dalla primavera del 1916 è residente a Roma. Diventa presto insegnante di ceramica presso scuole pubbliche e private (tra le quali l’Armando Diaz di Roma). Svolge la sua attività professionale in vari laboratori di ceramica (Roma Trastevere, Pratica di Mare). Apre un suo piccolo laboratorio in Via Avellino e, all’inizio degli anni ’70, la scuola di ceramica in Via Marco Aurelio 45. Quest’ultima è frequentata da molti allievi di diversa nazionalità (tra cui alcuni della vicina F.A.O.). Riesce a trasmettere ai suoi allievi tutte queste conoscenze insieme alla passione per un’attività artistica e creativa. Il “Maestro” è amato ed ammirato da tutti e benché ami poco parlare di sé, è sempre sorridente, cordiale, “positivo” ed incoraggiante. Muore il 28 febbraio 1990. 

Francesco Fravolini

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