UNIFORM INTO THE WORK/ OUT OF THE WORK – RITRATTI INDUSTRIALI

Sabato 4 Luglio riapre la mostra Uniform Into the work/ Out of the work fino a settembre 2020 che ospita oltre 600 scatti di grandi fotografi internazionali che mostrano le diverse tipologie di abbigliamento indossate dai lavoratori in vari contesti sociali, storici e professionali.

Nate per distinguere chi le indossa, le uniformi da un lato mostrano l’appartenenza a una categoria, ad un ordinamento o a un corpo, senza distinzioni di classe e di censo, dall’altro possono evidenziare la separazione dalla collettività di chi le porta. Le parole “uniforme” e “divisa” rivelano, allo stesso tempo, inclusione ed esclusione.

La mostra collettiva “La divisa da lavoro nelle immagini di 44 fotografi” raccoglie le opere di, Manuel Alvarez Bravo, Walker Evans, Arno Fischer, Irving Penn, Herb Ritts, August Sander e fotografi contemporanei come Paola Agosti, Sonja Braas, Song Chao, Clegg & Guttmann, Hans Danuser, Barbara Davatz, Roland Fischer, Andrè Gelpke, Helga Paris, Tobias Kaspar, Herline Koelbl, Paolo Pellegrin, Timm Rautert, Oliver Sieber, Sebastião Salgado.

La mostra ha l’obiettivo di raccontare un viaggio fra le uniformi sollecitando una riflessione sull’essere e sull’apparire, alcuni artisti come Graciela Iturbide hanno fotografato casacche da lavoro, Penn ha preferito immortalare i grembiuli dei “piccoli mestieri”, come lui stesso li chiamava, di pescivendoli e macellai.

IRVING PENN
Macellai / Les Garçons bouchers
1950

Oltre la mostra collettiva sarà possibile visitare la mostra monografica del fotografo americano Walead Beshty, dal nome “Ritratti industriali” nella quale sono presenti 364 ritratti di persone con le quali il fotografo entrava in contatto durante il suo lavoro di artista. L’obiettivo di Behsty è quello di rappresentare le persone nel loro ambiente di lavoro, la loro funzione e il ruolo professionale che svolgono in seno a mondo e al mercato dell’arte.

WALEAD BESHTY
Collector (Collezionista), Los Angeles, California, February 26, 2014

La fondazione MAST ha messo a punto misure specifiche per il contenimento del virus Covi-19 quindi l’accesso alla mostra è contingentato e solo su prenotazione per i gruppi di massimo 6 persone.
Per la prenotazione scrivere a gallery@fondazionemast.org oppure telefonare al numero 345 9317653.

Eleonora Sbaffi

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