Non abbiamo un piano B, perché non esiste un pianeta B

Earths Day

Oggi più che mai è doveroso parlare, discutere e agire a favore del nostro pianeta. Il 22 aprile le Nazioni Unite celebrano l”Earth Day”, la giornata della terra: si tratta della più grande manifestazione ambientale del pianeta, in cui tutta la popolazione mondiale si unisce per celebrarlo e salvaguardarlo.

Quest’anno per non dimenticarci della sua importanza, si sono organizzati eventi online per tre giorni dal 20 al 22 aprile, e la programmazione è visibile nel sito ufficiale.

Non esiste un Pianeta B

Questo è il famoso slogan di Friday’s For Future, il movimento di migliaia di giovani affamati di una vera e propria “rivoluzione” ecologica ambientale immediata, per salvare l’unica casa che abbiamo. Infatti il tema dell’ecosostenibilità è fortunatamente diventato uno dei più cari per la nostra generazione che, consapevole della situazione, ha cominciato a manifestare.


(Descrizione foto: Ragazzi con cartelloni nel pieno di una manifestazione di Fridays For Future. Non c’è benessere in un pianeta morto”)

Nel 2050 il peso della plastica potrebbe essere maggiore di quello delle popolazioni marine, e non solo: il riscaldamento globale porterà l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani.

Nel 2017 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto nuovi livelli record. Negli ultimi 10 anni si sono presentati i sei anni più caldi di sempre, cinque di questi dal 2015 in poi. Inutile dire che l’impatto sulla popolazione è notevole, senza contare quello nelle aree più povere del mondo.

Agenda 2030

“Non abbiamo un piano B perché non esiste un pianeta B”, la frase lancio per l’Agenda 2030 approvata nel 2015 dall’ONU, che racchiude 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030. 


(descrizione: Gli obiettivi comuni di tutta la popolazione mondiale per migliorare il nostro Pianeta in tutto e per tutto. )

Essi rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: dalla lotta alla povertà, all’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico per citarne solo alcuni. Verso la fine del 2019 si è intensificata giustamente l’attenzione delle istituzioni europee e nazionali sul tema della crisi climatica. Il Parlamento europeo ha dichiarato infatti l’emergenza climatica e ambientale e la Commissione ha indicato i problemi legati al clima come il compito che definisce la nostra generazione.

…E lItalia?

Nel 2019, con la pubblicazione dei dati del rapporto di OCSE, si è evidenziato il numero dei target raggiunti dal nostro paese: 12. Solamente dodici sui 105 target previsti per la nostra Nazione.

È stata poi fondata l’ASVIS, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che dal 2016 ha lo scopo di far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030.

L’Italia dovrebbe raggiungere una riduzione del 20% delle emissioni, livello posto dalla Strategia Europa 2020.

In più per raggiungere l’obiettivo di decarbonizzazione, il tasso di diminuzione delle emissioni di CO2 dovrebbe essere triplicato.

Ma nel 2020, a causa dell’interruzione di parte delle attività produttive durante il lockdown, c’è stata una forte riduzione delle emissioni di CO2, che dovrebbe portare a un temporaneo miglioramento dell’indicatore, anche se la crisi pandemica ha portato circa 1,5 miliardi di mascherine nell’oceano.

Marte come sostituto?

Mentre la Terra fatica ad andare avanti, l’uomo ha cominciato ad esplorare ufficialmente Marte.

Da sempre è ritenuto il pianeta-meta dell’uomo: film, fumetti, libri, cartoni animati, ci mostrano Marte come “meta-vacanze” dove navicelle cariche di terrestri sbarcano, pronte a diffondere turisti per tutto il pianeta rosso.

In queste ultime settimane Marte è il tema centrale della Nasa, che il 18 febbraio ha fatto atterrare sul pianeta rosso il quinto rover dell’agenzia spaziale americana Perseverance, insieme all’elicottero Ingenuity, un drone destinato a diventare la prima macchina di questo tipo a volare su Marte, e la prima del genere a volare su un pianeta diverso dalla Terra.

La vita su Marte

Il 12 marzo 2013 la NASA confermò la possibilità che un tempo ci fossero le condizioni per lo sviluppo di microrganismi. E’ proprio qui che entra in gioco Perseverance, che potrebbe riportare indizi di vita passata o presente sul pianeta, o anche riportare alla luce un po’ di dettagli sull’origine della vita nel Sistema Solare.

Quindi, la vita su Marte sarebbe un’enorme scoperta, ma forse ci potrebbe distrarre dal nostro Pianeta: l’unico capace di ospitarci e di farci sopravvivere, sempre se prima noi non lo distruggiamo.

Caterina Zoli

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