Locorotondo, il borgo circolare

Il nome del borgo deriva dal latino “Locus Rotundus” che, come si può ben immaginare, significa “luogo rotondo”. Un nome che deriva dal fatto che il borgo si ergeva già nel XIII secolo sulla sommità di un colle racchiuso in una cinta muraria, assumendo la tipica forma circolare.

Le prime tracce del borgo si hanno già tra il IX e il IV secolo a.C., datazione di numerosi reperti archeologici della zona, anche se non si sa di quale origine. Mentre la prima datazione su un documento risale al 1195. Passando, nei secoli, fino ad arrivare ad avere anche un ruolo nei tumulti della Rivoluzione Napoletana nel 1799.

Oggigiorno, tuttavia, è un luogo molto più calmo e pacifico. Una delle attrazioni principali è il Mavù, un club luogo d’arte e musica che si trova all’interno di un’antica masseria, ottocentesca. Ma non solo arte e cultura sono al centro del paese, anche lo sport, con un centro completamente attrezzato. Un luogo per tutti i gusti, per così dire.

La struttura del paese è particolare, diviso in 138 contrade molto simili, con agglomerati urbani di case e trulli, che permettono a tutti di vivere in armonia e in unità con i propri vicini. Una vita quasi fuori dal mondo, viste le moderne città, e anche la natura è molto rigogliosa nei dintorni del borgo: vigneti, ulivi, boscaglie e alberi autoctoni si fondono con i trulli e l’edilizia antica. Non a caso, infatti, qui si trova il trullo più antico della Puglia, in contrada Marziolla, datato 1559.

Un pezzo di Puglia antica che unisce l’urbano alla natura, creando una sinergia rara. 

Domenico Attianese

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