Le averle nidificanti in Italia

Le averle sono uccelli passeriformi che hanno molto in comune con i rapaci. Hanno tutte una struttura simile, compatta, con un capo abbastanza grande e un tipico becco adunco che termina a uncino. Sono uccelli carnivori, che si cibano di insetti ma anche di vertebrati, come rettili, uccelli e piccoli mammiferi.

In Italia sono presenti tre specie nididicanti e altre svernanti o accidentali. Tra quelle che si riproducono la più comune è l’Averla piccola (Lanius collurio), specie migratrice transahariana e nidificante in Italia, ma in netto declino. Nidifica in tutta la penisola, con distinzione frammentata, mentre è rara in Puglia e Sicilia. Frequenta ambienti aperti, perlopiù in alta montagna e collina, evitando le aree agricole intensive: proprio questo è motivo della sua rarefazione, vista la riduzione degli ambienti elettivi. Il maschio ha un tipico piumaggio mattone sul dorso, ventre rosato, calotta grigia e mascherina nera. La femmina tende più al marrone, con ventre bianco squamato, simile alla altre specie.

L’Averla capirossa (Lanius senator) ha fenologia simile, essendo specie nidificante estiva come la precedente. Anch’essa in calo demografico, è molto rara al nord e più comune al centro-sud. In Sardegna e Corsica è presente una sottospecie diversi rispetto all’Italia peninsulare e Sicilia. Ha piumaggio nero superiormente, bianco inferiormente, calotta rossa e mascherina nera sia nel maschio che nella femmina

Ancora più rara è l’Averla cenerina (Lanius minor), diffusa in maniera molto frazionata tra pianura padana, Lucania e costa tirrenica. Ha piumaggio grigio, con ala nera, ventre rosato evidente, calotta grigia e mascherina nera più ampia delle specie precedenti; la femmina è simile al maschio.

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