La preistoria alla finestra

Ormai tutti sanno che l’Italia detiene gran parte del patrimonio artistico e culturale del nostro pianeta, non a caso è prima, insieme alla Cina, per il maggior numero di patrimoni dell’umanità stilati dall’UNESCO con ben 55. Senza considerare gli altri 41 siti d’interesse che al 2019 sono stati candidati a entrare nella lista ufficiale.
Questo è quello che è evidente agli occhi di tutti, ma una terra ricca di storia come la nostra racchiude spesso dei tesori nascosti dal tempo.
Questo è esattamente ciò che è accaduto nella cittadina di Tolentino, durante le indagini archeologiche preventive svolte nella contrada Pace, dove avrà sede il Polo Scolastico “Filelfo” che andrà a ospitare gran parte degli studenti nella città, dopo il terremoto del 2016 che ha danneggiato le precedenti strutture.
La collaborazione tra la Soprintendenza con la dottoressa Marta Mazza, la Provincia di Macerata con il dottor Antonio Pettinari e il comune di Tolentino con il Sindaco Giuseppe Pezzanesi ha riportato alla luce dei resti di un accampamento preistorico risalente a circa 11 mila anni fa.
I reperti risalirebbero quindi alla prima fase del Mesolitico, quando ancora l’uomo era errante, dato che solo nel Neolitico la sua economia cominciò a basarsi sull’agricoltura e sull’allevamento determinandone la sedentarietà.
Il Mesolitico è stato il periodo in cui l’uomo era un cacciatore e cercava di ambientarsi alle condizioni climatiche e ambientali dopo l’Ultima Era Glaciale.
Grazie ai fanghi alluvionali depositati dal fiume Chienti, il sito trovato si è perfettamente conservato. Secondo gli esperti si può addirittura notare, dopo millenni, i focolari che accesero e alcune attività che svolsero come la scheggiatura della selce per produrre strumenti da lavoro e armi da caccia; la macellazione delle prede e la lavorazione del legno e delle ossa.
La scoperta più eccezionale rinvenuta sul posto è stato un importante accumulo di calcari conchigliari, formato da diverse centinaia di gusci di chiocciole, dato che sono rari sul territorio italiano.
Questo in aggiunta alla grandezza e all’ottimo stato di conservazione ne fanno uno dei ritrovamenti più importanti e significativi a livello italiano ed europeo per studiare i modi di vita dei nostri antenati preistorici, oltre a essere il primo scavo estensivo del Mesolitico delle Marche.
Un posto affascinante dove un giorno gli studenti non avranno bisogno di un libro, ma semplicemente di aprire una finestra o di farsi una passeggiata durante la ricreazione per studiare la preistoria

Riccardo Pallotta

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