La leishmaniosi. Sintomi e strategie per la prevenzione

Ѐ una grave patologia che può colpire anche l’uomo e per cui non esiste una cura definitiva

Con l’aumento della temperatura durante la stagione estiva cresce il numero di insetti in circolazione. Tra di essi vi sono anche i pappataci che rappresentano un pericolo soprattutto per i cani, causano infatti in loro una seria patologia denominata leishmaniosi. Questa malattia conduce a gravi complicazioni e alla morte nella maggior parte dei casi. Una volta contratta resta nell’organismo e non c’è alcun rimedio utile che possa portare alla piena guarigione. I farmaci utilizzati per la cura dell’animale servono infatti solo ad attenuarne i sintomi. La malattia si genere a causa della penetrazione nell’organismo di un protozoo (Leishmania infantum) attraverso la puntura del pappatacio (anche detto “mosca della sabbia”). Questo insetto è per aspetto e comportamento assimilabile ad una zanzara, ha infatti un corpo affusolato e si nutre succhiando sangue. La contrazione del protozoo non porta necessariamente allo sviluppo della malattia da parte dei cani, molti di essi restano infatti asintomatici per tutte la vita. La patologia colpisce diversi organi del corpo, i possibili sintomi sono:

  • Perdita di peso;
  • Perdita di appetito;
  • Diarrea;
  • Vomito;
  • Sangue dal naso;
  • Stanchezza, debolezza;
  • Un ispessimento della cute del naso e/o dei cuscinetti plantari (ipercheratosi);
  • Dermatite con pelle secca e screpolature tipo forfora;
  • Perdita di pelo;
  • Noduli sottocutanei;
  • Ulcere;
  • Crescita eccessiva delle unghie (onicogrifosi).

Altri possibili sintomi associati sono:

  • Linfonodi ingrossati;
  • Ingrossamento di fegato e milza;
  • Insufficienza renale;
  • Dolori diffusi;
  • Zoppia;
  • Febbre;
  • Problemi agli occhi (ad esempio congiuntivite, uveite, retinite);
  • Anemia.

Data l’assenza di una terapia in grado di rimuovere il microrganismo definitivamente dal corpo del cane è fondamentale agire in modo preventivo evitando la puntura da parte del pappatacio. Questo è possibile attraverso l’uso innanzi tutto di prodotti antiparassitari per cani che indichino esplicitamente la loro utilità nella prevenzione della leishmaniosi. In secondo luogo è consigliabile l’impiego di zanzariere, di insetticidi ambientali per uso domestico e tenere il cane in casa la sera (i pappataci sono infatti più attivi nel periodo della giornata che intercorre tra il crepuscolo e l’alba). Ulteriore risorsa è il vaccino, che non protegge dalla contrazione dell’infezione ma riduce la possibilità che la malattia si sviluppi. Ѐ quindi opportuno, anche se si è vaccinato il cane, continuare ad impiegare tutte le misure di prevenzione sopra indicate.

Glenda Oddi

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