Il Museo della Cripta, interessante realtà a Monsampolo del Tronto

Nel Piceno è presente un eccezionale caso di mummificazione naturale

Era il 2003 quando nel piccolo paese piceno di Monsampolo del Tronto avvenne un’importante scoperta archeologia. I lavoro di restauro che stavano interessando la cripta della Chiesa di Maria SS. Assunta portarono infatti alla luce più di 20 corpi mummificati riconducibili al periodo di passaggio tra il 1700 e il 1800. La conservazione dei resti umani è avvenuta grazie al microclima della cappella che ha favorito la loro disidratazione e bloccato il processo naturale di decomposizione. Ben conservate, oltre i corpi, anche le vesti dei defunti, eccezionale esempio dell’abbigliamento dell’epoca che trova chiaro riscontro nelle stampe risalenti al quel periodo. I tessuti poco pregiati (cotone, lino, canapa ecc.) attestano la bassa estrazione sociale dei defunti e sono accompagnati da bottoni, anelli, crocifissi e monili di vario genere. Il luogo di rinvenimento, un ambiente quadrangolare posto al di sotto della chiesa, è ancora oggi chiamato “cappella della Buona Morte”, dal nome della confraternita del paese che in antico assolveva il compito di dare sepoltura ai defunti. L’ambiente, sempre nel 2003, è anche stato sottoposto ad un’attività di scavo archeologico che ha portato alla luce, sotto il piano di calpestio, i profili circolari di diverse fosse destinate alla conservazione delle derrate alimentari, testimonianza di una diversa funzione che il luogo svolgeva prima della realizzazione della cripta. Le mummie di Monsampolo rappresentano un eccezionale caso di mummificazione naturale e una rilevante testimonianza del passato dal punto di vista antropologico e della storia del costume. Ancora oggi sono conservate nel loro luogo di rinvenimento dove trova attualmente sede il Museo della Cripta, adibito appositamente per la loro esposizione.

Glenda Oddi

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