Il castello di Bardi e il suo fantasma

il castello di Bardi, detto anche castello Landi è una fortificazione che sorge su uno scoglio di diaspro rosso nell’omonimo paese in provincia di Parma. 

Il castello è posto al centro della Valle del Ceno e sovrasta il punto in cui il torrente Noveglia confluisce nel fiume Ceno. In passato quando i percorsi erano differenti il castello di Bardi era un importante percorso della Via degli Abati e non era molto lontano dalla via Francigena. 

Il nome Bardi deriva da Longobardi, ma la fortezza viene costruita agli inizi del IX secolo e completato agli inizi del X con il regno di Berengario del Friuli. 

Intorno all’898 viene venduto al vescovo di Piacenza Everardo che ne fece un rifugio in caso di aggressione degli Ungari.

Fino al XII secolo il castello fu governato da una consorteria di nobili locali conosciuto come Conti di Bardi fino a che nel 1257 non fu acquistato dal ghibellino Landi di Piacenza per cui acquisì anche la dicitura castello Landi che modificò la rocca alle esigenze difensive dell’epoca. 

La rocca è un complesso molto articolato edificato completamente in pietra cresciuto intorno alla mole del Mastio, è circondato dalle mura scarpate dotate di camminamento di ronda interamente percorribile e al cui interno sono compresi vari edifici tra cui la residenza, gli alloggi delle milizie, la cappella, la sala della tortura tutti collegati tra di loro. 

All’interno di essa sono visitabili al pubblico il museo della Civiltà Valligiana, 5 sape alpine dedicate al capitano Pietro Cella, il museo della Fauna e del bracconaggio, il museo archeologico della valle del Ceno. 

Come ogni castello che si rispetti anche quello di Bardi ha il suo, con segnalazioni iniziate nel 1995, quando due giornalisti interessandosi alla leggenda pernottarono all’interno del castello e fotografarono una forma instabile e lattiginosa che si materializzò alle spalle di uno dei due. 

Le polemiche non mancarono e tra chi sostiene che il fantasma esista o meno il castello nel 1999 entra di diritto tra i luoghi più infestati di Italia.

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