Chi erano i re Magi? Da dove venivano e quale significato avevano i doni che portavano per la nascita di Gesù.
I mitografi raccontano che Mirra era la figlia di Cinira, re di Cipro e di Cencreide. La principessina odiava Afrodite (Venere per i Romani) la quale per punirla gli instillò un malefico incantesimo facendola innamorare, contro natura, del proprio padre. Con la complicità di una serva l’incesto si consumò senza che il Re se ne rendesse conto sino a quando non scoprì l’orribile verità e, per questo, implorò gli dei di farla scomparire in una dimensione non umana. La supplica venne esaudita e Mirra venne tramutata in un albero: l’albero della mirra dalla cui corteccia si ricava una resina profumata utile come rimedio naturale per le sue proprietà disinfettanti, antinfiammatorie e analgesiche, sia nonché produrre essenze preziose.
Di sicuro i Re Magi non conoscevano questa storia, altrimenti Baldassare, il Magio moro, non avrebbe portato in dono a Gesù la mirra, sebbene fosse un dono che veniva impiegato nel processo di imbalsamazione, e si pensava che fosse determinante nella vittoria della vita sulla morte; in ambito sacerdotale veniva usata sia come olio di unzione per profumare le vesti cerimoniali, sia come portatrice di saggezza e amore (il suo aroma veniva considerato afrodisiaco).
L’incenso venne donato dal più giovane dei Re Magi, ossia Gaspare, si tratta di una resina ricavata dalla corteccia delle piante della famiglia delle Burseraceae, originarie della penisola arabica e dell’Africa nord orientale, in particolare la Boswellia cateri, e in questo caso il nome corretto della resina è franchincenso. Chiamato anche “gomma di olibano”, o semplicemente olibano, l’incenso è stato utilizzato fin dalle epoche remote nell’ambito di cerimonie religiose e rituali in quanto simbolo di divinità, offerto, dunque, per la sua natura divina.
La parola “incenso” deriva probabilmente dal latino arcaico incensum (acceso) Il fumo che produce quando questo viene bruciato era considerato un’offerta gradita agli deie favoriva la meditazione e la purificazione.
Melchiorre, il più anziano dei tre Magi offre, al bambino Gesù, l’oro, è questo era considerato un dono riservato solo ai Re.
Di questi tre personaggi ne parla l’apostolo Matteo (vangelo 2,1-12): “Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo»”.
Tuttavia i loro nomi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, non compaiono nella Bibbia ma sono stati attribuiti dalla tradizione cristiana, che si basa su un manoscritto del VI secolo.
Alcuni studiosi li hanno identificati come dei Re maghi e astrologi (conoscevano le stelle e grazie a questo poterono intraprendere il lungo viaggio che durò, secondo alcune tradizioni 13 giorni, giungendo prima a Gerusalemme poi a Betlemme. Questa interpretazione si basa sulla data dell’Epifania (6 gennaio), che cade 12 notti dopo Natale.
Un’altra tesi, menzionata in alcuni racconti apocrifi, narra che il loro viaggio durò ben due anni. Questo periodo sarebbe anche coerente con la decisione del re Erode di far uccidere tutti i bambini di Betlemme e dintorni dai due anni in giù, basandosi sulle informazioni relative al tempo della comparsa della stella.
Sull’origine dei tre Magi varie leggende raccontano che Melchiorre eraRe di Persia (l’odierno Iran) o dell’Arabia, spesso raffigurato come un anziano europeo, Gaspare Re d’India, spesso raffigurato come un uomo più giovane e Baldassarre Re d’Arabia o dell’Etiopia (regioni dell’Africa), ed è raffigurato con la pelle scura.
Bruno Cimino