Al sesto tentativo Tadej Pogacar è riuscito a conquistare la Milano-Sanremo
Al sesto tentativo Tadej Pogacar è riuscito a conquistare la Milano-Sanremo. La prima classica monumento della stagione è una delle gare più particolari del panorama mondiale, con i primi 250 km di quasi nulla ma gli ultimi esplosivi, dalla salita della Cipressa in poi. Per lo sloveno era forse la monumento più difficile da vincere, per la sua imprevedibilità: anche se il tracciato dal Turchino in poi negli ultimi decenni è sempre lo stesso, può vincere quasi chiunque, scalatore, velocista, discesista o attaccante in contropiede in base alla situazione di gara. Pogacar ha voluto replicare la tattica dello scorso anno, attaccando già dalla Cipressa ma stavolta c’è stato un imprevisto, che forse è stato determinante: lo sloveno è caduto poco prima della salita, coinvolgendo buona parte dei big. Se per lui non ci sono state conseguenze, Van Aert (terzo al traguardo) ha perso molto tempo dovendo cambiare anche bici, mentre anche il principale rivale Van per Poel (due vittorie nelle ultime tre edizioni) è finito a terra.
Sulla Cipressa abbiamo assistito a una super-rimonta di Pogacar, anche grazie al treno di McNulty che lo ha portato davanti. Dopo una breve tirata dei compagni, il campione del mondo ha attaccato, seguito a ruota da Van der Poel e il britannico Pidcock, facendo il vuoto sugli altri. Il gruppo si è avvicinato molto prima della salita finale del Poggio (anche per il vento contrario), ma qui una nuova sgasata di Pogacar è stata decisiva: Van der Poel (stanco o per i postumi della caduta) si stacca, mentre Pidcock resta incollato.
I due arriverranno così a contendersi la vittoria in volata, con solo 4 secondi di vantaggio sul gruppo (anticipato anche da Van Aert con un attacco a sorpresa a fine discesa): Pogacar lancia la volata davanti e per mezza ruota vince in uno sprint incredibile come lo scorso anno. Lo sloveno conquista così la quarta delle cinque monumento (11 vinte complessivamente), forse la più agognata: ora l’appuntamento con lo “slam” è il 12 aprile con la Parigi-Roubaix, l’ultima mancante alla sua ricca collezione.
Daniele Capello