Le Magnanine italiane

Il gruppo delle magnanine si distingue abbastanza bene dagli altri gruppi del genere Curruca. La differenza principale è il piumaggio della gola e delle parti inferiori, che nelle altre specie è generalmente biancastra e in questo gruppo è decisamente colorato. Risultano invece molto simili tra loro, con la complicazione di areali perlopiù sovrapposti.

La Magnanina comune (Curruca undata) è la specie più diffusa, presente abbondantemente in Sardegna e più localizzata lungo le coste tirreniche e adriatiche e sulle piccole isole. Tipica della macchia mediterranea, presenta colore grigio ardesia superiormente e rosso vinaccia su gola (dal tipico aspetto arruffato, quasi fosse una “barbetta”) e ventre. Tipica, come nelle altre magnanine la lunga coda tenuta spesso all’insù. Femmine e giovani sono più scolorite ma tutti presentano anello perioculare rosso vivo. Difficile da osservare per l’abitudine a muoversi nelle parti basse degli arbusti, è più facile sentirne gli aspri versi e il canto.

La Magnanina sarda (Curruca sarda) è presente quasi esclusivamente in Sardegna e Corsica: praticamente uguale alla precedente, si differenzia per le parti inferiori dello stesso colore del dorso, che appare grigio-bluastro.

La Magnanina di Tristam (Curruca deserticola) è l’ultima arrivata nella checklist italiana. Diffusa nel nordafrica occidentale, perlopiù tra Marocco e Tunisia, si caratterizza dalla simile Magnanina comune per il rossiccio che si estende alle parti superiori dell’ala e soprattutto per l’anello perioculare bianco. In Italia è stata osservata (e inanellata) in un’unica occasione, a Lampedusa nel 2011.

Daniele Capello

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