Cosa sono le pietre portafortuna?

Da sempre l’uomo è in cerca di qualcosa che lo protegga dalle influenze negative essendo sempre stato per natura n po’ superstizioso. Alcune volte ha usato simboli come la croce per i cristiani, altre volte è andato alla ricerca di una vera e propria pietra portafortuna.

Le pietre in questo caso si caricano di una forte energia collettiva e quando il soggetto le usa per il medesimo scopo è in grado di entrare in sintonia con loro.

I porta fortuna di solito sono amuleti o talismani ossia oggetti che sono usati dalle persone per difendersi.

Amuleti ad esempio possono essere: pietre, anelli, piante, illustrazioni oppure pendenti come la croce cristiana, la croce della vita, la mano di Fatima.

Ovviamente a seconda del paese cambiano i tipi di portafortuna: per i paesi cristiani il più grande portafortuna è la croce, gli Egiziani hanno l’occhio di Horus, in Thailandia vanno tantissimo i ciondoli del Buddha.

Nel campo della cristalloterapia è possibile trovare il proprio amuleto sia mediante l’abbinamento pietra-segno zodiacale sia in base alla proprietà delle pietre a seconda del tipo di protezione desiderata.

Per esempio nell’antico Egitto era ritenuto sacro il lapislazzulo a forma di occhio e veniva usato come amuleto perché si riteneva proteggesse il Faraone, migliorasse i problemi di vista e aiutasse a entrare in contatto con gli dei. Quello usato per scolpire lo scarabeo rappresentava l’immortalità.

Sempre in Egitto era considerato un amuleto protettivo l’ametista, per tutti coloro che viaggiavano.

La corniola invece rappresentava la vita ed era associata alla Dea Iside.

Qui di seguito alcune pietre portafortuna:

Amore: alcune pietre che possono aiutare ad attirarlo sono il calcedonio rosa, la pietra della luna, il rubino e il quarzo rosa.

Per la calma interiore le pietre che fungono da calmanti sono l’apofilite, la giada e il turchese.

Per i conflitti i lapislazzuli e la rodonite, tenete però presente che alcune pietre aiutano non tanto ad evitarli quanto a prevenirli.

Benedetta Giovannetti

Articoli simili

La Fiera della piccola e media Editoria

L’addio al ciclismo di Vincenzo Nibali

Come sconfiggo la sindrome metabolica: Arezzo indossa l’elmetto