Coronavirus, presentato uno studio di Deloitte sulla diffusione del contagio

L’impatto economico in Italia evidenziato dallo studio basato su modelli costruiti a partire da dati di serie storiche fornite dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’European Centre for Disease Prevention and Control su un periodo di riferimento che va dal 31 dicembre 2019 al 26 marzo 2020

I numeri del contagio dovuti al Coronavirus sono i primi dati disponibili che cercano di delineare l’orizzonte sociale ed economico, per comprendere le azioni opportune da intraprendere quando si tornerà alla vita normale. È importante evidenziare queste informazioni per agire di conseguenza. «Saranno oltre 120.000 le persone in Italia contagiate dal Covid-19 e l’impatto economico è ad oggi quantificabile in una perdita di 80 miliardi di Euro, pari a circa il 4,6% del PIL nazionale. Ma, alla fine del contagio, è prevista una ripresa». Questa è la fotografia sociale ed economica realizzata dall’elaborazione dei principali dati che emergono da uno studio di Deloitte. Questa ricerca è basata su modelli costruiti a partire da dati di serie storiche fornite dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’European Centre for Disease Prevention and Control su un periodo di riferimento che va dal 31 dicembre 2019 al 26 marzo 2020. A realizzare lo studio sono stati Marco Vulpiani (Partner Deloitte e Professore associato di Business Evalution alla Luiss), Andrea Eufemi (Director, Valuation, Business Modeling and Economic Advisory), Claudio Rossetti (Valuation, Business Modeling and Economic Advisory – Ph.D), Marco Caiffa (Valuation, Business Modeling and Economic Advisory – Ph.D), Sara Cristina Lisa Petrongolo (Valuation, Business Modeling and Economic Advisory).

Il Documento 
«Secondo i dati forniti dalle autorità cinesi e riportati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità viene stabilita al 31 dicembre 2019 l’inizio dell’epidemia: in questa data la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha riferito all’Oms di un gruppo di casi sconosciuti di polmonite nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Per quanto riguarda l’Italia, il cosiddetto “paziente uno” è stato ospedalizzato il 18 febbraio e il 21 febbraio i media italiani lo riportarono come il primo caso di cittadino italiano affetto da Coronavirus». Sulla base di tre diversi modelli di previsione (Arma, Anchored Ar e Logistic Diffusion) che mettono in comparazione l’evolversi della pandemia in Cina e in Italia, lo studio di Deloitte prospetta uno scenario dettagliato. «Il totale dei contagi – si legge nel Documento – sarà di oltre 120mila persone con una previsione di data nella quale potrà concludersi il contagio non prima dell’ultima parte di luglio con una durata dell’emergenza sanitaria di oltre 150 giorni. Per quanto riguarda l’impatto economico – ottenuto analizzando i relativi dati nazionali e regionali del valore della produzione resi noti dall’Istat nel 2018 e prendendo in considerazione un periodo ipotetico di emergenza che va dall’inizio del contagio (21 febbraio) alla peggior data prevista per la fine del contagio (25 luglio) – le conseguenze sul PIL italiano vengono stimate nel -4,57% per il 2020 pari a 80,650 miliardi di Euro con una perdita stimata di oltre 800 milioni di Euro per il Primo settore, 13,5 miliardi di Euro per il Secondo Settore e 137 miliardi di Euro per il Terzo Settore». Non manca l’ottimismo dopo la difficile situazione sociale ed economica che caratterizza questo momento storico italiano. Nello studio di Deloitte viene evidenziato che alla fine del contagio «è prevedibile un periodo di ripresa dell’economia con un conseguente contraccolpo positivo stimabile tra il 5% e il 10% nei diversi settori».

Francesco Fravolini

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