Il libro voluto dalla Fondazione Battiato e Mondadori
“Le strade del misticismo fortunatamente sono tante. Io sono contrario ai guru e non mi piace l’idea che un maestro mi insegni qualcosa, ma se ci sono persone che sono state duecento anni a cercare certe strade è giusto che vengano comunicate le tecniche per percorrere tratti di strada che portano a una evoluzione”. Questo il pensiero di Franco Battiato racchiuso in pillole all’interno del libro uscito in prima edizione con Mondadori nel mese di marzo 2025. Assolutamente evocativo il titolo scelto. Si chiama infatti “All’essenza” la nuova pubblicazione che interroga, sin da subito, anche per il simbolo apposto sulla copertina di tessuto di un intenso blu.
“Mio zio – scrive la nipote Cristina Battiato e presidente della Fondazione Franco Battiato nella prefazione al volume – ha ispirato la vita di tante persone, in primis la mia, ha cercato con la sua arte di risvegliare le coscienze in un mondo che si concentra troppo sul materiale rispetto allo spirito”. Parole indubbiamente toccanti che lasciano capire lo spessore di un uomo che è andato ben oltre la musica, riuscendo a parlare un linguaggio comprensibile a molti. Ne è prova una tra le sue più celebri canzoni dal titolo “Centro di gravità permanente”. “E’ una canzoncina semplice come una filastrocca per bambini – è lui stesso a scrivere – […] ma poi c’è dietro Gurdjieff”. George Ivanovic Gurdjieff è stato un mistico, filosofo, scrittore compositore e tanto altro ancora di origine greco-armena. Da qui l’anelito a quel “centro di gravità permanente” che Battiato ha voluto veicolare. Ma di cosa si tratta più nello specifico?
Lascando che siano sempre le parole di Battiato ad ispirare “Trovare un centro è sempre stato l’obiettivo di tutte le scuole mistiche. Vuol dire scoprire quella parte di te che non si fa più sballottare di qua e di là da tutti i venti, da tutti gli avvenimenti esterni. Quella parte immobile, silenziosa che osserva lo scorrere degli eventi come se fosse un film, senza farsi coinvolgere per ogni più piccola cosa”. Un obiettivo che con i ritmi che caratterizzano la vita attuale può apparire avveniristico. E invece se ci si lascia ispirare da chi è più avanti in questi percorsi di conoscenza, ci si può riappropriare di uno stato di unione con l’intero ordine delle cose. Ma come si può fare? Ancora una volta è lo stesso pensiero di Battiato a tendere una mano.
“Vivo rispettando i giusti cicli del giorno e della notte, sono decenni che non mi perdo l’imbrunire, come succedeva ai faraoni. A un certo punto della giornata devo ritirarmi nella mia stanza e agire”. Un rapporto dunque di unione con i cicli naturali insieme ad una ricerca di uno spazio tutto per sé, ma per fare cosa? E’ sempre lui a svelare che lo spazio in cui ritirarsi sarà anche quel luogo dove praticare la meditazione intesa come lavoro su di sé. Immediato quindi può palesarsi il collegamento con il “conosci te stesso” apposto sul frontone del Tempio di Apollo a Delfi. Ed è proprio questo il compito che attende ciascuno di noi, o altrimenti detto con le parole di Battiato: “riuscire a capire qual è la propria essenza”.
Maria Teresa Biscarini


