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Natura&Animali

Alla scoperta delle Bigie italiane

Nella grande famiglia dei Sylvidae il genere più ricco è ora quello dei Curruca, in cui sono state trasferite tutte le specie “ex Sylvia“. Tra queste vi sono le cosiddette Bigie, con quattro rappresentanti in Italia, tutte migratrici transahariane.

La Bigiarella (C. curruca) è quella che dà il nome al genere ed è la specie più diffusa. Limitata a livello riproduttivo all’arco alpino, è facilmente osservabile anche in migrazione un po’ in tutto il paese. Si riconosce per il piumaggio contrastato tra il dorso marrone e la testa grigia, con parti inferiori biancastre. Il canto è facilmente riconoscibile mentre i versi possono confondersi con quelli di altre specie come la capinera.

In netto calo demografico è invece la Bigia padovana (C. nisoria), che già dal nome italiano denota la sua distribuzione, limitata attualmente alle prealpi lombarde-venete e del trentino, mentre un tempo era diffusa in quasi tutta la pianura padana. Somiglia alla Bigiarella ma con dimensioni maggiori, gola e lati del petto fortemente barrati, dorso e nuca tendenti al grigio ed evidente occhio arancione.

Simile per dimensioni e decremento di areale, è la Bigia grossa (C. hortensis). Distribuita in maniera frammentata su Alpi e Appennini, ha capo grigio scuro, dorso marrone contrastante, occhio bianco e becco più robusto e leggermente ricurvo all’apice. Attualmente la sottospecie dell’Europa orientale, C.h.crassirostris è considerata da alcuni autori specie a sé: di essa esistono diverse segnalazioni negli ultimi anni nell’Italia orientale.

Infine la Bigia di Rüppel (C. ruppeli) è considerata migratrice irregolare, di passo nel centro-sud principalmente. Il maschio ha capo nero, contrastante con nuca e dorso grigi, baffo bianco, gola nera e occhio rosso. Specie mediterranea orientale, in Italia è segnalata una possibile nidificazione mai accertata completamente, a Pantelleria nel 1970.

by Daniele Capello

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