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82 anni fa l’eroica morte di Salvo D’Acquisto

Salvo D’Acquisto morì nelle vile azione criminale dei soldati tedeschi, dopo l’ 8 settembre 1943

In queste settimane cadono due importanti anniversari, legati ad una delle figure umanamente ed eticamente più “belle” espresse dalla nostra nazione: il 23 settembre è l’anniversario della eroica  morte di Salvo D’Acquisto, mentre il 15 ottobre sarà la volta del 105° dalla sua nascita.

Salvo Rosario Antonio D’Acquisto, fu il vice brigadiere dei Carabinieri morto fucilato dai soldati tedeschi nel 1943, due settimane dopo la proclamazione dell’armistizio da parte di Pietro Badoglio.

D’Acquisto, che nacque a Napoli, è stato uno degli eroi del XX secolo, avendo sacrificato la propria vita per salvare ventidue persone. I genitori, come luogo di nascita, scelsero la clinica Villa Alba, al rione Antignano. Frequenta l’asilo presso l’Istituto salesiano “Figlie di Maria Ausiliatrice” nel quartiere partenopeo del Vomero e alle elementari viene mandato alla  “Luigi Vanvitelli”. Dopo le scuole d’avviamento, decide di frequentare il Liceo Classico, iniziandolo all’Istituto Salesiano “Sacro Cuore” della propria città, per finirlo da privatista. Nel 1939 D’Acquisto si arruola nei Carabinieri: l’anno dopo  l’Italia entra in guerra e Salvo parte per l’Africa Settentrionale. Sbarca a Tripoli il 23 novembre, in una Sezione dei Carabinieri per l’Aeronautica, inviata in zona per operazioni con funzioni di polizia militare. Salvo è sì un combattente ma, sul fronte, dimostra altruismo ed una condotta in cui, nel limite del proprio ruolo, cerca sempre di trovare una soluzione non violenta all’inevitabile scontro tra le parti. Non nutre odio verso i nemici, auspica un futuro di rapporti internazionali csaratterizzati dalla collaborazione tra gli stati.

D’Acquisto viene anche gravemente ferito in uno scontro con le truppe inglesi, ma rimarrà in Africa fino al settembre del 1942.

Dopo l’ 8 settembre 1943 un reparto delle SS tedesche si insedia nella stazione ferroviaria romana di Torrimpietra, oggi comune di Fiumicino, poi occupa la caserma della Finanza, vicina a quella zona. In quel presidio militare i soldati germanici rovistano in una cassa abbandonata, dove si trovavano bombe e munizioni; all’improvviso un ordigno esplode, uccidendo un militare e ferendone altri. Le SS pensano (o fanno finta di pensare) che quell’esplosione fosse un attentato verso le truppe naziste ordito degli abitanti della zona e decidono una rappresaglia, catturando ventidue innocenti civili di Torrimpietra. I militari tedeschi dicono di essere convinti che tra loro ci fosse il colpevole dell’attentato. Nel frattempo chiedono la collaborazione dei Carabinieri per scovare il presunto esecutore dell’eslosione.

In quel momento Salvo D’Acquisto era il responsabile della caserma della zona, fece lui stesso delle indagini, ma era chiaro che non vi fosse alcun attentato, che l’esplosione fosse avvenuta casualmente, per colpa del rovistare senza attenzione da parte degli invasori tedeschi.

I militari delle SS non ne vollero sapere di accettare la versione del carabiniere napoletano e riferirono che, se non fosse uscito il colpevole tra quei ventidue, li avrebbero uccisi tutti.

Ordinarono ai prigionieri civili di scavare una grossa buca per i loro stessi cadaveri. D’Acquisto nel frattempo viene picchiato dalle SS, ma lui rimane integerrimo nella propria versione dei fatti. Capendo che i germanici avrebbero ammazzato i ventidue del rastrellamento, Salvo decide eroicamente di autoaccusarsi dell’attentato: viene fucilato, salvando così la vita ai civili.

Al Carabiniere la Chiesa ha conferito il titolo di Servo di Dio. Fu poi insignito della Medaglia d’oro al valor Militare e l’Italia è piena di vie, piazze, scuole e caserme, intitolate all’eroe napoletano.

La sua salma riposa nella prima cappella di sinistra della Basilica di Santa Chiara di Napoli. 

Fabio Buffa

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